#33

Mi sono sentita sbagliata talmente tante volte, e così diversa da come sono, da seppellire ogni parola.
L’unica persona a cui facevo del male ero io.
 
Non pretenderò l’immediato da questo percorso.
Non lo pretenderò neppure da me stessa.
Il tempo può prendersi tutto, ma una cosa è certa. Non avrò più paura di mostrarmi.
Neppure quando significherà perdere qualcuno che vorrei non perdere mai.

#32

E’ strano come il dolore sia il mezzo obbligato per il cambiamento.
Bisogna prima un pò morire per poter rinascere.
(Kam Sunny)

#31

Mi sono persa tante cose. Tante persone. Tanto di tutto.
Indietro non si torna, dovrò conviverci, ma di tutto ciò che è rimasto lì, appeso, in attesa del mio coraggio, rimpiangerò lui.
 
Avrei dovuto essere me e provarci a prenderlo. Prenderlo e tenerlo con me.
Forse avrebbe fatto le stesse scelte, ed io sarei esattamente dove sono ora.
O forse sarebbe stato così diverso ed imprevedibile da non riuscire neppure ad immaginarlo.

#30

E’ stata un’estate di pioggia. La più dura da tanto tempo.
 
Ho cercato di nasconderlo a tutti.
Poi non ce l’ho fatta più. Sono andata a fondo.
Quel fondo fatto di lividi, domande e lacrime. Che ti fa pensare che non ti rialzerai.
 
Non posso dire di star bene, ma in qualche modo sono qui.
Diversa, ma qui.

#29

4089 giorni.
Non c’è niente altro che io possa dire di noi.
 
Porto con me il bene, il male, e i silenzi, sciolti in tutte le volte in cui i miei errori e le tue bugie hanno fatto morire ogni possibilità.

#28

“Lo farai”
 
Avevo voglia di stringerti, e dopo quel che ci eravamo scritti, te l’avrei fatto sapere ogni volta.
Quelle due piccole parole mi avevano in qualche modo rassicurata.
 
Le tempeste peggiori arrivano in silenzio, e di quel poco che pensi di avere, in pochi secondi non resta più nulla.

#27

Surrogato.
“Ciò che sostituisce un’altra cosa, spesso in modo incompleto e imperfetto”.
 
Avrei dovuto capirlo.
Il mio sguardo. Quel paio di occhiali neri.
Ed io. Incompleta e imperfetta.

#26

Continuo a pensare a quel sogno.
Che vorrei guardarti, stringerti. Sapere che non te ne andrai solo perché ti accorgerai di quanto posso essere fragile.
E da alcuni giorni è così forte questa cosa, che non riesco più a trattenerla, così ho pensato che stasera starò seduta di fronte a te e ti racconterò qualcosa di me, che da perdere non ho nulla.
Mal che vada ti allontanerai, oltre a quanto già lontani siamo, ma io almeno non sarò più quella di prima.

 

 
Se un giorno qualunque, in un punto qualunque del calendario, ti dovesse andare di venire qui, sederti di fronte a me e raccontarti, puoi avere la certezza che non ci perderai nulla.
Mal che vada ti avvicinerai, e saremo in due a non essere più quelli di prima.

#25

Quando fai un passo nella direzione di qualcuno, devi mettere in conto che lui potrebbe fare due passi nella direzione opposta.
 
Forse, ma non stavolta.
Stavolta riesco a pensare che se sei tornato per l’ennesima volta, un motivo c’è.
Stavolta non voglio avere paura di quei due passi che potresti fare nella direzione opposta.
 
Mi hai fatto una domanda, e sono crollata.
Non posso più negare me stessa.
Voglio stare seduta di fronte a te, e lasciarmi guardare. Libera.
 
E sai, riesco a sentire che lo vuoi anche tu.

#24

“Vuoi sapere quanto mi sono ………. con te? Da morire.”
 
Le persone dichiaratamente in missione sono inarrestabili.
Non temono nulla. Sanno cosa vogliono e se lo vanno a prendere.
Travolgono. Semplicemente travolgono, e ti fanno provare cose che non sarai mai in grado di spiegare, neppure a te stessa.

#23

Un giorno suonerai per me Al, e il tuo sapore sarà la mia colazione.
Perchè nei sogni può accadere di tutto.
Anche che io mi tuffi in un lago senza saper nuotare.
 
 
Sound: Infinite Possibilità – La Crus

#22

Eri sdraiato in posto che non conosco, sul pavimento.
Potevo guardarti dall’alto, mentre abbracciavi qualcosa che pareva un corpo, ma minuscolo, del tutto spento e senza vita.
Te ne volevi prendere cura con tutto te stesso.
Lo tenevi avvolto con le braccia e man mano che stringevi, questo corpo ha iniziato a crescere, prendere una forma definita e illuminarsi.
Sembravi così felice di essere riuscito a dargli vita.
Non c’era desiderio sessuale. Era qualcosa che andava oltre e quel corpo lo sentiva.
Sentiva la tua energia, tutto quello che gli stavi dando, e riusciva a trasformarlo in luce, una luce calda.
Lungo il tuo polso si è aperta una crepa, e la sua luce è riuscita ad insinuarsi dentro di te, e poco per volta anche tu sei diventato luce.

Ho aperto gli occhi e per qualche attimo è stato come poterti continuare a guardare.
Eri bellissimo sai, immerso in una sorta di pace che ha fatto sentire serena anche me.
Ed è stato inevitabile desiderare di essere quella creatura.

 

Buon compleanno Al.

#21

Adoro le nostre videochiamate.
Quel modo di giocare che abbiamo dopo esserci scritti di tutto.
Sappiamo già come andrà a finire, eppure c’è quella fiamma che inspiegabilmente non accenna a spegnersi.
 
Stanotte è stato bello averti così.

#20

Per quanto tu voglia tenerla stretta una persona, non potrai mai stringerla abbastanza.
Però puoi disegnarla sulla pelle, e baciarla ogni volta in cui ti va.

 
Sound: Why – Longview

#19

Sai quante volte, nel bel mezzo di una notte più complicata delle altre, ho immaginato il tuo ritorno?
Ho detto a me stessa “deve accadere, no? Deve accadere per forza”.
 
Ed eccoti. Di nuovo.
Fa quasi paura dirlo per tutte le volte in cui ci ho lasciato un pezzo di me aggrappata a te, eppure quel filo invisibile continua a legarci.
C’è una vena tra di noi, in cui scorre solo quello che provo, e cosa c’è di male se siamo complici.
Io. E ciò che provo. Solo noi.